Fai riconoscere il tuo diritto di sangue alla cittadinanza italiana con chi padroneggia la nuova normativa. Analizziamo la tua linea di discendenza e definiamo la via — amministrativa o giudiziale — più sicura per il tuo caso.
La cittadinanza italiana per discendenza (jus sanguinis) si trasmette di generazione in generazione per linea di sangue. A marzo 2025 il Decreto-Legge 36/2025 — convertito nella Legge 74/2025 — ha riformato profondamente le regole, e la Corte costituzionale italiana ha confermato le restrizioni a marzo 2026.
In pratica, il riconoscimento per via amministrativa riguarda ora, di norma, figli e nipoti di italiano nato in Italia, oltre a chi ha presentato la domanda entro il 27/03/2025. Per tutte le altre situazioni, l'analisi di fattibilità — anche in via giudiziale — è diventata decisiva. È proprio qui che la consulenza giusta fa la differenza tra una pratica approvata e una domanda respinta.
Ogni linea di discendenza è unica. I profili qui sotto indicano le situazioni principali — l'analisi di idoneità conferma il tuo caso concreto.
Figlio o figlia di padre o madre cittadino italiano, con linea di trasmissione documentata e ininterrotta.
Nipote di nonno o nonna nati in territorio italiano, entro il limite di due generazioni previsto dalla nuova legge.
Chi ha presentato la domanda entro le 23:59 (ora di Roma) del 27/03/2025 continua a essere valutato secondo la regola precedente, senza limite di generazioni.
Nessuna previsione in via amministrativa dopo la Legge 74/2025 — restano specifiche tesi giudiziali che valutiamo caso per caso.
Il Decreto Tajani (Legge 74/2025) ha limitato il riconoscimento a due generazioni e richiede che l'ascendente trasmittente fosse esclusivamente cittadino italiano fino al momento della trasmissione. La Corte costituzionale ha confermato la norma il 12/03/2026, ma il tema resta oggetto di dibattito giudiziario. Ogni linea di discendenza richiede una lettura tecnica — non fidarti di regole generiche.
L'elenco varia in base alla via e alla linea di discendenza. Ci occupiamo di ricerca, rettifica, traduzione giurata e apostille — dall'inizio alla fine.
Un percorso strutturato, condotto dal nostro team legale interno e da traduttori giurati.
Valutiamo la tua linea di discendenza e i documenti già disponibili per confermare il diritto e la via più sicura — senza costi iniziali.
Reperiamo certificati antichi in Brasile e all'estero, con rettifica di nomi, date e grafie discordanti.
Traduttori giurati interni e apostille della Convenzione dell'Aia, che conferisce validità legale internazionale al tuo fascicolo.
Preparazione del dossier nel formato richiesto, deposito nella via corretta e monitoraggio fino al passaporto.
Sì. La via amministrativa riguarda figli e nipoti di italiano nato in Italia, e chi ha presentato la domanda entro il 27/03/2025 segue la regola precedente. Per gli altri casi valutiamo la fattibilità in via giudiziale. L'analisi di idoneità definisce esattamente il tuo inquadramento.
La via amministrativa è stata limitata a due generazioni. Esistono tesi giudiziali in discussione e la Corte costituzionale ha confermato la legge a marzo 2026, ma il dibattito prosegue nei tribunali. Analizziamo la fattibilità di un'azione per il tuo caso concreto.
No. Per il riconoscimento per discendenza non è previsto alcun requisito linguistico, a differenza della naturalizzazione per residenza o matrimonio.
La trasmissione richiede che l'ascendente fosse esclusivamente cittadino italiano fino alla trasmissione del diritto. Una naturalizzazione anteriore alla nascita del discendente successivo può interrompere la linea — per questo analizziamo il Certificato di Non Naturalizzazione (CNN).
Dipende dalla via (amministrativa o giudiziale), dal Paese in cui si presenta la domanda e dalla disponibilità dei certificati. Nell'analisi definiamo una stima realistica per la tua linea di discendenza.
Parla con un esperto Santy. Valutiamo la tua linea di discendenza, ti indichiamo la via più sicura e definiamo un piano realistico — senza impegno.
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